04 dicembre 2017 Redazione Prodotti per edilizia

Drenaggio delle acque meteoriche: un’opera da non sottovalutare

Il drenaggio delle acque è materia decisamente complessa e importante in termini sia di vivibilità sia di sicurezza.

In effetti, in questi tempi di cambiamenti climatici, dove gli eventi possono anche essere estremi, con piogge torrenziali (a volte chiamate “bombe d’acqua”) e venti molto forti che possono generare sradicamenti e quindi la produzione di materiale potenzialmente occlusivo, la scelta, la corretta progettazione e la posa in opera di un sistema di drenaggio, si impone come un elemento a cui dare estrema attenzione.

 

Il principio dell’invarianza idraulica

Da diversi anni, molti enti si stanno dotando di linee guida per la gestione delle acque meteoriche. L’obiettivo è quello di creare uno strumento unico e condiviso in ambito urbano che fornisce una sintesi sul quadro normativo relativo alla gestione delle acque di prima pioggia, con soluzioni progettuali per garantire quella che è chiamata “invarianza idraulica”.

Si tratta di un principio che pone attenzione alla portata d’acqua di una zona prima e dopo un intervento di trasformazione dell’area stessa. In sintesi: 

 

Se un determinato territorio, prima di realizzare un intervento di trasformazione, produce una certa quantità di acqua in occasione di determinate precipitazioni meteoriche, dopo la trasformazione deve mantenere costante questa quantità di acqua prodotta.

 

Il sistema di drenaggio è quindi responsabile del deflusso delle acque meteoriche in eccesso superando la visione tradizionale di canalizzazione e semplice deflusso delle acque, ma come elemento davvero impattante per la prevenzione e la cura del territorio.

Tale principio è da considerarsi valido non solo quando applicato a zone ampie, ma altrettanto impattante per la gestione corretta del flusso anche in ambito della propria abitazione e in contesti molto più ridotti.

 

La canalizzazione: requisiti tecnici e materiali costruttivi

Ecco che uno dei principali attori, se non il principale, è il sistema di canalizzazione.

Una seria progettazione complementare ad una scelta efficace degli elementi di canalizzazione, oltre agli indubbi effetti positivi dal punto di vista ecologico, sanitario ed ambientale, permette uno sviluppo sostenibile del proprio spazio urbano.

 

La tipologia delle canalette di raccolta e deflusso deve prevedere caratteristiche precise, conformi e rispettose del quadro normativo di riferimento che ha assunto nel tempo una sempre maggior rigorosità dettata in gran parte dalla direttiva CE 2000/60 “Water Framework Directive” che ha posto obiettivi stringenti in materia, che impongono uno studio più accurato dei sistemi e dei materiali per il drenaggio verso il corpo recettore.

 

Più in dettaglio la canaletta deve rispondere a dei requisiti tecnici quali:

  • Resistenza alla compressione, alla flessione e agli urti
  • Resistenza agli agenti chimici e atmosferici (shock termici)

 

Oltre a dover considerare altre caratteristiche, come la leggerezza dei materiali, che incidono in modo importante sulla praticità di utilizzo, la facilità di installazione e la loro posa in opera, oltre all’aspetto logistico, come il trasporto.

 

Andando a valutare queste caratteristiche, possiamo dividere sostanzialmente in tre tipologie di materiali di produzione delle canalette:

  • Canali in Cemento
  • Canali in Calcestruzzo polimerico
  • Canali in Polimero TermoPlastico

 

Tre diversi materiali per tre diversi approcci produttivi per un prodotto che dovrebbe fungere alla medesima funzione. C’è chi potrebbe suggerire “così simili, così diversi!!!”

Abbiamo profondito in altri articoli vantaggi delle canalette in plastica e segnalato alcuni consigli per una posa a regola d’arte.

 

Scarica la scheda di montaggio delle canalette di drenaggio