29 gennaio 2019 Redazione Prodotti per edilizia

Il rinforzo della muratura portante con il ciclo strutturale

il rinforzo della muratura portante con il ciclo strutturale

Un edificio, per quanto solido possa essere, non può durare in eterno, soprattutto se è soggetto a forti sollecitazioni: i muri portanti, nel tempo, rischiano di cedere o perdere buona parte della loro resistenza meccanica, rendendo più vulnerabile l’intera struttura.

Qual è la soluzione migliore? Abbattere la casa per evitare il rischio che collassi su se stessa? Convivere con la consapevolezza che l’abitazione non è sicura? Evitare le costruzioni in muratura e puntare esclusivamente sul legno?

Esiste un’alternativa, decisamente meno drastica e garante di benefici che vanno oltre il semplice rafforzamento delle murature: si tratta del ciclo strutturale, un processo costruttivo implementativo in grado di risanare e consolidare mura danneggiate, ma ottimo anche per riqualificare gli edifici secondo nuovi standard.



Che cos’è il ciclo strutturale?

Il ciclo strutturale è un sistema di rinforzo che permette di intervenire esternamente - quindi senza quasi stressare il muro che si intende consolidare - e migliorare le prestazioni della struttura, non solo dal punto di vista meccanico ma anche da quello abitativo: infatti un muro sottoposto a questo procedimento acquisirà altre qualità oltre ad una maggior resistenza, dipendenti dalla tipologia di ciclo strutturale.

Per esempio, la tipologia FRCM (Fibre Reinforced Cementitious Matrix) farà sì che la muratura portante:

  • non potrà essere corrotta dagli agenti atmosferici e dal passare del tempo;

  • sopporterà senza conseguenze temperature estreme;

  • non sarà soggetta a nessun tipo di corrosione;

  • sarà totalmente amagnetica.


Per questo motivo, il ciclo strutturale non è una soluzione unicamente riservata alle murature datate o a rischio, ma può essere utile a qualsiasi tipo di muro - anche recente e in buone condizioni.


Che materiali utilizza?

L’intento finale del ciclo strutturale è quello di creare una sorta di gabbia attorno al muro, con lo scopo di proteggerlo e contenerlo: i materiali utilizzati variano leggermente da una tipologia di processo all’altra, e di seguito elencheremo quelli necessari per un intervento FRCM - cioè quello che abbiamo nominato in precedenza, in grado di fornire le qualità extra elencate nel capitolo precedente:

  • rete strutturale per sorreggere la struttura esistente

  • fazzoletti in rete per rafforzare la copertura

  • barre elicoidali per fissare le reti di contenimento  

  • malta strutturale da applicare in due separati momenti (prima e seconda mano, rispettivamente dopo l’inserimento delle barre e dopo l’applicazione delle reti)


Quali fasi lavorative segue?

Il ciclo strutturale è un procedimento relativamente semplice, che si realizza in sei fasi principali necessarie alla creazione dell’involucro esterno:

  1. Una volta individuato il muro su cui si intende procedere con i lavori, si procede alla foratura dello stesso - al punto medio dell’altezza, in linea parallela alla pavimentazione - e all’inserimento delle barre d’acciaio elicoidali.

  2. Dopo l’inserimento delle barre, si passa una prima mano di malta strutturale su tutta la superficie.

  3. Prima della solidificazione della malta, si applica la rete strutturale.

  4. Seguirà il fissaggio dei fazzoletti di rete, da posizionare a 45° rispetto alla rete strutturale e nei punti dove fuoriescono le barre di metallo.

  5. Quando rete e fazzoletti saranno in posizione, sarà il momento di piegare le barre elicoidali, formando un angolo di 90° "appiattendole" alla parete.

  6. Ora che il primo strato della “gabbia” è stato completato, basterà passare una seconda mano di malta, più spessa e regolare della prima e quindi intonacare.


Una volta che la malta si sarà asciugata, il ciclo strutturale sarà da considerarsi completato - e la muratura potrà vantare resistenze molto superiori rispetto alla stessa parete pre-intervento, con un incremento di spazio minimo.


Conclusione   

Il ciclo strutturale ha il notevole vantaggio di poter essere applicato a svariate tipologie di muratura, e di non tener conto dell’età del muro (a meno che le condizioni non siano talmente compromesse da non poter sopportare l’inserimento delle barre elicoidali, unico momento di intrusione nella struttura iniziale). Il procedimento può essere applicato a:

  • mura in laterizio

  • mura in pietra grezza

  • mura in blocchi di cemento

  • mura in sezioni di tufo

  • mura in cemento cellulare

  • mura in blocchi di argilla espansa

  • muri a sacco


La versatilità del ciclo strutturale - e i vantaggi che ne conseguono - lo rendono consigliabile per qualunque struttura che necessiti di interventi di rinforzo o riqualificazione: il rischio di sfogliazione, ribaltamento e cedimento è totalmente annullato, garantendo una resistenza e un’affidabilità elevate.


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